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Ott
07

La sfida di Einstein

Einstein

L’altro giorno la mia amica Valentina mi ha mandato per email questo rompicapo. Si tratta di un indovinello inventato dal grande Albert Einstein che dopo averlo divulgato ha affermato che solo il 2% della popolazione sarebbe stata in grado di risolverlo
Lei (al contrario di ogni mia più rosea previsione) dice di esserci riuscita…io personalmente non ho ancora avuto tempo di dedicarmici, per questo motivo ve lo posto qui:

Non vi sono trabocchetti, ma solo logica.

In una strada vi sono 5 case dipinte in 5 colori differenti.
In ogni casa vive una persona di differente nazionalita.
Ognuno dei padroni di casa beve una differente bevanda,
fuma una differente marca di sigarette e tiene un animaletto differente.

DOMANDA: A CHI APPARTIENE IL PESCIOLINO?

INDIZI:


  1. L’inglese vive in una casa rossa
  2. Lo svedese ha un cane
  3. Il danese beve the
  4. La casa verde è a sinistra della casa bianca
  5. Il padrone della casa verde beve caffè
  6. La persona che fuma Pall Mall ha gli uccellini
  7. Il padrone della casa gialla fuma sigarette Dunhill’s
  8. L’uomo che vive nella casa centrale beve latte
  9. Il norvegese vive nella prima casa
  10. L’uomo che fuma Blends vive vicino a quello che ha i gatti
  11. L’uomo che ha i cavalli vive vicino all’uomo che fuma le Dunhill’s
  12. L’uomo che fuma le Blue Master beve birra
  13. Il tedesco fuma le Prince
  14. Il norvegese vive vicino alla casa blu
  15. L’uomo che fuma le Blends ha un vicino che beve acqua
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24 Responses to “La sfida di Einstein”


  1. 27 ottobre, 2007 alle 9:12 am

    Devo scrivere tutto il procedimento per giungere alla soluzione o mi basta dire che è il crucco ad avere il pesciolino?

    zar

  2. 2 Th3Bree
    27 ottobre, 2007 alle 9:29 am

    A dir la verità è una sfida alquanto semplice, la maggior parte della gente dovrebbe averlo risolto in massimo 10 minuti. Einstain penso che con quel 2% si riferisse alle persone che avrebbero potuto risolverlo a mente…

  3. 27 ottobre, 2007 alle 10:02 am

    @culoecamicia
    Crucco???
    @Th3Bree
    Guarda io penso di essere in quel 98%, ma ammetto che ho provato poco che niente…

  4. 27 ottobre, 2007 alle 11:57 am

    Ah scusate, pensavo che il termine fosse noto un po’ a tutti. Dalle mie parti con il termine crucco si intende il tedesco. Spero di non avere offeso nessuno!
    Ma soprattutto… è giusto?

    zar

  5. 27 ottobre, 2007 alle 12:44 pm

    @ahahahah!!! Ecco perché non capivo…sinceramente come dicevo, non lo so 😀

  6. 7 Antares
    10 novembre, 2007 alle 4:26 pm

    Albert Einstein era un tedesco aveva un pesce rosso viveva in una casa verde fumava delle schifosissime Prince e amava bere caffè.
    Dei suoi colleghi domiciliati nella via dove lui abitava non so se avessero gli altri requisiti del test.

  7. 8 valentina
    14 gennaio, 2008 alle 9:34 pm

    casa gialla norvegese dunhill acqua gatto
    casa blu danese blend tè cavallo
    casa rossa inglese palla mall latte uccellino
    casa verde tedesco prince caffè pesce rosso
    casa bianca svedese blu master birra cane

    Ciao

  8. 15 gennaio, 2008 alle 12:28 pm

    E come ci sei arrivata? Anche io ero in grado di trovare quella risposta su internet…

  9. 10 FE
    22 gennaio, 2008 alle 3:56 pm

    gia come ci 6 arrivata?
    VOGLIO LA VERITA

  10. 11 nanetta 82
    5 febbraio, 2008 alle 10:25 pm

    …che sia stato risolto in 10 minuti non ci credo.
    ad ogni modo per risolverlo devi fare uno schema incrociato di Vero Falso per inserire di volta in volta le informazioni che riesci a ricavare…io ci ho messo un paio d’ore con un’amica.

  11. 12 Bruno
    8 febbraio, 2008 alle 6:06 pm

    x nanetta 82: Siete un pò lentine tu e la tua amica…
    …il danno è che se due amiche fanno una cosa insieme… praticamente è come se non la facessero.
    Un pò come due amici che chiacchierano davanti alla TV… è come se stessero zitti!!!
    Comunque, facendo un grafico facile facile su exel e ordinando graficamente di volta in volta gli indizzi, si arriva proprio VISIVAMENTE alla soluzione.

    Domandina x ANTARES: Ma, hai letto qualche libro o sei proprio andato a pranzo in Germania, nella casa verde di Einstein, a spiare il GENIO mentre, finito l’ennesimo caffè, si accendeva una Prince prima di portare i pesci al parco per la passeggiata?!
    ps.: Io non le conosco. Fanno davvero così SCHIFO le Prince?!

    GRANDI VOI DI SPLESH!!! é la prima volta che entro e… se non disturba tornerei più spesso. Gran sito e gran bella ideona spronante!

    Fatevi conoscere tra i Licei. Li si che hanno bisogno di stimoli mentali, altro che bulli…!!!

  12. 13 alessio b
    25 aprile, 2008 alle 11:10 am

    allora il norvegese vive nella prima casa ed è vicino della casa blu, dunque essendo alla prima casa ha sl qll vicino. l’ ingl ha la casa rossa, dunque la csa del norvegese nn sarà di qll colore. la casa verde è a sinistra di qll bianca. dp aver provato tt le combinazioni di case possibili, cm giallo-blu-verde-bianco- rosso, ho cercato ad inserire gli indizi e ho trovato delle incoerenze. quindi alla fine sn arrivato alla combinazione giallo-blu-rosso-verde-bianco. il norvegese ha la casa gialla. poi ho inserito nella tabella ftt da me k qll centrale beve latte, cm dtt negli indizi. poi ho messo k il norvegese fumava dunhill in qnt viveva nella casa gialla. e k il suo unico vicino quindi blu, aveva un cavallo. poi ho messo casa verde cn caffè,sempre dtt dagli indizi, e ho messo nella casa centrale.
    poi sn passato agli indizi sulle cs vicine, e ho capito k qll cn la casa rossa nn poteva fumare blend in qnt un suo vicino aveva il cavallo, quindi nn poteva avere il gatto, e k l’ altro beve caffè e nn acqua. dunque l’ inglese nn fuma blend. dp aver provato k tt e quattro le combinazioni possibili cn blue master e birra e blend cn vicino acqua e gatto. ho trovato k qll k coincideva cn gli indizi ho scoperto k la casa bianca aveva cm bibita birra e cm sigarette blue master, inoltre k blend era della casa blu e k qll cn acqua e gatto era il medesimo vicino, cioè il norvegese. infine mancava pal mal cn uccello e qll è dell’ inglese k era l’ unico a mancare di animale e sigaretta. quindi poi ho inserito gli indizi mancanti negli spazi vuoti della tab. dv nella casa bianca mancava l’ animale ho messo cane, in qnt avevo capito k era il danese , e nn il tedesco xk aveva già una sua bibita, cioè la birra, mentre il tedesco ha la prince. dunque l’ unica cs rimasta era il pesciolino k ho inserito nell’ ultima casella mancante della tab, cioè qll della casa verde. inoltre il proprietario della casa gialla è il danese. contenti della spiegazione? x farlo c’ ho messo 2 ore ma contate k ho 13 anni e mezzo.

  13. 14 dryko
    19 maggio, 2008 alle 5:33 pm

    secondo me “einstein” intendeva x 2% le xsone k riuscivanoa farlo a mente.io ci sn riuscito dp 3 ore e sinceramente è una cazzata xk se uno si informa su “einstein” sa k lui ha un pesciolino rosso,vive in una cs verde ecc…
    ho 12 anni…

  14. 15 fabio
    6 agosto, 2008 alle 8:25 pm

    bisogna tener conto anke del livello d’istruzione di quei tempi….

  15. 16 cleo_85
    14 agosto, 2008 alle 7:54 pm

    io penso non si riferessi al risolverlo mentalmente, anche perchè sono d’accordo con fabio, che bisogna prendere in considerazione l’epoca. in ogni caso io sono riuscita a risolverlo in un’oretta, ma con una griglia logica. è stata la più bella che abbia fatto finora. in ogni caso, tanto per avere qc info maggiore,l’indovinello è stato creato verso la fine del 1800 ma non c’è prova che sia stato einstein a ideare l’indovinello. qc lo attribuisce all’autore de “Alice nel paese delle meraviglie”, lewis carroll. ma se lui fosse il vero autore, l’indovinello originale sarebbe differente, poichè dunhill fondò nel 1907 il suo negozio di tabacco, le pall mall furono introdotte nel 1939 e le blue master nel 1937.

    ciao ciao

    p.s.: x dryko – lo scopo di risolvere un indovinello non è informarsi sull’autore, ma risolverlo con un ragionamento logico, escludendo ogni altra possibilità che non sia la soluzione. poi può essere interessante che l’autore (che sia realmente einstein o no) abbia preso come protagonista della soluzione il profilo di einstein.

  16. 17 ketty
    26 dicembre, 2008 alle 8:28 pm

    io insieme ad un mio amico lo abbiamo risolto in mezz’ora….dopo aver capito dove abita il danese tutto gli elementi si sistemano da soli….gli indizi ci sono tutti basta avere pazienza e ragionarci x qualche minuto…credo che + del 2% della popolazione sia in grando di risolverlo…einstein resta sempre il mio mito sisi

  17. 18 neve=)
    9 giugno, 2009 alle 4:31 pm

    allora :
    -il norvegese abita nella casa gialla (la prima), beve acqua, fuma le dunhill e ha dei gatti
    -il danese abita nella casa blu, beve del te , fuma le blend e ha dei cvalli
    -l’inglese vive nella casa rossa, beve latte, fuma le pall mall e ha degli uccellini
    -il tedesco vive nella casa verde, beve caffè, fuma prince e ha un pesciolino
    -lo svedese vive nella casa bianca, beve birra, fuma blumasters e ha dei cani

    quindi è il tedesco a possedere il pesciolino

  18. 19 andrews
    13 febbraio, 2010 alle 9:33 pm

    A proposito dell’indovinello di Einstein 8 ammesso davvero che lo abbia concepito lui!) tale indovinello e risolvibile- come ha dimostrato il matematico italiano Onofrio Gallo (n.1946 a Cervinara, Valle Caudina)e secondo quanto afferma U. Esposito- anche senza le due informazioni o dati n5 e n 6., nel caso che l’indovinello contemplasse solo quattro animali, anzichè cinque ( cavalli,cane,gatti e …”pescioino”(o altro animale al suo posto). In tal caso la conclusione è la stessa, anche se vincolata ad un’indecisione geenrata dallinformazione n.10. La soluzione è sempre “il Tedesco”, ma non è detto che si tratti di….pesciolino: di fatto può trattarsi di un animale qualsiasi.Un altro grattacapo o rompicapo, posto da Onofrio Gallo, è il seguente probleam :” Calcola le aree dei due segmenti circolari di un cerchio diviso da una sua corda di lunghezza 320 cm”: forse, secondo l’autore, molto meno dell’1% degli esperti riuscirebbe a risolverlo. La soluzione sarà pubblicata fra tre mesi esatti su questo…SPLESH! Andrews

  19. 20 effe
    29 aprile, 2010 alle 2:57 pm

    io ho fatto ul altro schema o messo per prima le case che incontravo poi gli animali ke incontravo per primae tutto kosi rispettando pero gli indizi tipo danese beve the ecc.

  20. 21 umberto esposito
    7 maggio, 2010 alle 3:36 am

    Raccogliendo l’implicito invito di Andrews volentieri rendo nota la soluzione del problema di Gallo (che si trova nel Codex Cervinarensis- Sezione I PROBLEMI IMPOSSIBILI DI GALLO – IL Problema dei due segmenti circolari:
    Calcola le aree dei due segmenti circolari A1 e A2 individuati da una corda lunga 320 m in un cerchio di centro O e raggio r ignoto).
    SOLUZIONE: Sia c=MN =320 m la corda assegnata, AB il diametro-asse di MN ed H il punto comune ad AB ed a MN, con OH=y e ON=OM=r (incognito).
    Applicando il Teorema Mirabilis di Gallo del matematico italiano Onofrio Gallo (n. 1946 a Cervinara, Valle Caudina)all’equazione diofantea (1) z^2 –y^2=160^2 relativa al triangolo rettangolo T individuato dai punti O, H, N (retto in H), in cui è HN=160 m, con z=r=ON, y=OH, otteniamo le due funzioni di simmetria coniugate di Gallo:
    F1( u )= 160^2 -2( u) ^2 ed F2( v)= 160^2 -2( v) ^2. Pertanto, affinchè (u,v) sia una soluzione intera positiva della (1), è sufficiente che sia verificata la condizione di simmetria di Gallo (CSG) F1(u)= -F2(v). Il che si verifica in corrispondenza della coppia (u,v)= (6401, 6399), in quanto risulta:
    F1( 6401 )= 160^2 -2( 6401) ^2 = – 81 920 002 ed F2( 6399)= 160^2 +2( 6399) ^2= + 81 920 002.
    Ne segue che, essendo u>v, dev’essere (u,v)=(r,y)= (6401, 6399).
    Si procede poi facilmente con le formule classiche o con le formule circolari di Gallo per il calcolo dell’ampiezza n dell’angolo al centro che insiste sulla corda data MN, per il calcolo del settore circolare As1 individuato dalla corda MN assegnata e per il calcolo del segmento circolare A1 di base c=MN e di arco MN, essendo A1= Ac –As1, tenuto conto che l’area del cerchio è Ac= 128 654 595,1 m^2 e che l’area di T è di 1 023 840 m^2.
    A cura di Umberto Esposito per gentile concessione dell’Autore.

  21. 23 umberto esposito
    4 dicembre, 2010 alle 2:31 am

    Il PROBLEMA DELL’ARMADIO- UN INEDITO PROBLEMA (DI CACCIOPPOLI ?)
    PER UN OSCURO E SEDICENTE “ INGEGNERE MECCANICO” (CHE HA FATTO DAVVERO UNA BRUTTA FINE)! Il seguente aneddoto è riportato nel suo Codex Cervinarensis dal matematico Onofrio Gallo(n.1946 a Cervinara, Valle Caudina). Ed ecco il racconto: “C’era una volta un falegname molto ferrato in aritmetica, un ragionatore nato, uno di quelli che alla stregua di un Kemeny o di un Erdos non mollava mai la sua preda numerica che assumeva spesso le sembianze dei problemi più svariati.La sua bottega si trovava alla Pirozza, una delle dodici frazioni da cui è composto il mio paese d’origine. Precisamente nell’attuale Cortile N 7, lo stesso dove si trovava la casa dei miei nonni materni. Avevo poco più di dieci anni, quando un giorno il mio amico falegname, sui venticinque anni, mi pose un problema “miracoloso” (un segno del destino? “miracoloso” potrebbe stare per “mirabilis”! ) che qualche anno dopo tradussi nella seguente equazione algebrica di primo grado: : 2[2(2x- 1) -1] -1 =0 che corrisponde al seguente problema
    “Un banchiere una mattina, per un improvviso acquazzone, cerca riparo in una chiesa. Aveva con sé una borsa nera di cuoio lucido piena di banconote. Mentre prega presso l’altare di san Gennaro rivolgendosi al santo gli chiede di compiere il miracolo di raddoppiargli la somma che ha nella borsa e gli promette, in cambio, un milione. Il miracolo avviene e l’uomo versa il milione promesso al san Gennaro.
    Senza fare caso a quanto gli restava in borsa, il banchiere invoca un altro miracolo presso la statua di san Nicola, alle stesse condizioni di prima.
    Il miracolo avviene e il banchiere versa un secondo milione a san Nicola. Infine invoca un terzo miracolo presso la statua di San Patrizio, sempre alle stesse condizioni precedenti. Il miracolo avviene e il banchiere mantiene la sua promessa. Solo a questo punto si accorge che la sua borsa è completamente vuota.”
    “Quanti soldi aveva l’uomo nella sua borsa prima di entrare in chiesa?”, fu la domanda che mi pose allora il mio amico falegname. Senza risolvere alcuna equazione (delle quali allora ignoravo persino l’esistenza) trovai la soluzione a mente, con un ragionamento all’inverso, vincendo la sfida del mio amico, che dubitava che qualcuno tra i ragazzi presenti riuscisse subito nell’impresa.Cinque o sei anni dopo incontrai di nuovo il mio amico falegname nel periodo delle feste natalizie. Mi disse che non aveva potuto portare a termine la costruzione di un armadio commissionatogli da una “persona importante”. Andai nella sua bottega e notai un bell’armadio in noce che, a quanto sembrava, non aspettava altro che di essere consegnato al suo futuro proprietario, tanto sembrava completo e ben rifinito e tirato a lucido in ogni parte; ma il mio amico falegname mi raccontò che il committente voleva per forza che vi fossero applicate due cornici triangolari in rilievo, sempre in noce, una su ciascuna anta dell’armadio. Ma a condizione che i due triangoli fossero disposti tra loro in perfetta simmetria e il loro lato maggiore doveva essere parallelo alla base dell’armadio. Ma dell’identità dei due triangoli il falegname non aveva idea. Il committente richiedeva che fossero uguali, scaleni, con le altezze relative al lato maggiore, ciascuna di 236, 31744 millimetri. Ma come avrebbe potuto calcolare le misure dei lati di siffatti triangoli (che, per giunta!, dovevano essere dei numeri interi naturali)dal momento che a stento conosceva solo quelle due altezze? Certo che il committente, un certo “Prof. Greco” di Cervinara, lo aveva messo in un bel pasticcio! Anni dopo congetturai che il committente non poteva che essere se non il Prof. Donato Greco, docente di analisi matematica all’Università di Napoli, un suo testo di Analisi superiore fu adottato perfino a Berlino!, che personalmente non ho mai conosciuto (pur essendo mio compaesano!), già amico dell’eccentrico Prof. Renato Caccioppoli e del suo assistente, il gesuita Don Savino Coronato, che fu titolare di Istituzioni di Analisi fino ai primi anni ’70 del secolo scorso, oltre che di altri illustri accademici, come i Proff. Carlo Miranda (che nel 1973 avrei conosciuto personalmente a Palermo e del quale serbo un ricordo limpido e duraturo), Federico Cafiero, Mario Curzio, Renato Vinciguerra, (che furono alcuni dei miei docenti presso l’Ateneo napoletano), Carlo Ciliberto ed altri ancora. Col senno di poi pensai che il Prof.Greco, venuto a sapere della fama matematica di cui godeva il mio amico falegname, escogitò quello stratagemma per metterne alla prova le capacità matematiche fino in fondo. Dunque il falegname aveva un solo dato a disposizione. Era disperato. Non ne veniva a capo. Le notti trascorrevano quasi insonni, carta e penna alla mano e cervello fumante, come mi raccontò il mio amico falegname. Pensò che ci fosse perfino qualche errore da qualche parte. Quando però, il giorno dopo, gli consegnai la soluzione del problema gli feci capire che effettivamente egli, nonostante la sua abilità nei calcoli e il suo acuto argomentare in matematica, in realtà con le sue conoscenze non avrebbe mai potuto risolvere quel problema. Che fosse stato escogitato da qualche illustre amico del Prof. Greco, se non addirittura dallo stesso Prof. Caccioppoli? Il dubbio, quasi involonatario, mi sorse molti anni dopo.Tuttavia nessuno saprà mai come andarono effettivamente le cose. Il mio amico falegname terminò il suo armadio alla perfezione e trascorse davvero un felice Natale. Mi fu molto grato per avergli “tolto le castagne dal fuoco”, come affermò e riconobbe che quel “dannato problema” che gli aveva tolto il sonno per vari giorni davvero non poteva essere alla sua portata. Ebbe, però, cura di annotarne con cura la soluzione che gli avevo data e, per quanto possibile, anche illustrata. La trascrisse con cura in uno dei suoi quaderni sgualciti e, con altrettanta cura, la ripose in un apposito armadietto che teneva, zeppo di fogli, in un angolo della sua bottega.
    Quell’ “armadietto” nelle mani del mio amico falegname, come seppi anni dopo, si trasformò, potenza della matematica!, addirittura in una cassaforte ! Come fu possibile? vi chiederete quasi certamente. No, non si trattò di nessun tipo di magia, né di qualche trasformazione alchemica. Per puro caso il mio amico falegname s’imbatte’ un giorno in uno che si vantava di essere un “fenomeno” in matematica. In giro ce ne sono parecchi di tali tipi: io stesso ne ho incontrati tantissimi, li lascio cuocere nel loro brodo. Convinti come sono di riuscire a risolvere qualsiasi problema numerico…Sembrano quasi degli eredi di Archimede che, parafrasando il famoso detto archimedeo “Datemi un punto d’appoggio e io vi solleverò il mondo!”, sembra che dicano ad ogni pie’ sospinto: “Datemi un problema numerico e io ve ne fornisco la soluzione!”. Di tale caratura era il “fenomeno” che il mio amico falegname aveva incontrato. Per caso ( o volutamente, non si sa) quest’ultimo accennò al “problema dell’armadio” che qualche mese prima gli aveva tolto il sonno e la tranquillità. Il “fenomeno” drizzò le orecchie e sfidò immantinente il mio amico falegname: lui quel problema l’avrebbe risolto facilmente. E concluse con un: “Quanto scommettiamo?”. Al che il mio amico falegname lo prese al varco. “Per me –disse- anche un milione di lire!”, aggiungendo ancora :”…e per essere corretto nei tuoi riguardi, per risolvere il problema, ti concedo esattamente cinque anni a partire da oggi !”. L’altro accettò la sfida sorridendo beffardamente, sentendosi quasi preso in giro e umiliato per via di quei “cinque anni!”. Un vero e proprio tuono era scoppiato nella sua mente nel sentir pronunciare quelle parole, e per giunta, da un… falegname!
    Come venni a sapere molto tempo dopo, trascorsi i cinque anni, non solo il “fenomeno” non aveva trovato la soluzione del problema, ma addirittura era scomparso letteralmente dalla circolazione! Non si era fatto più vedere in giro per la vergogna. Tutti avevano saputo della scommessa e, trascorsi i cinque anni, il giorno della scadenza, una folla di persone si era riunita davanti alla bottega del falegname, Ma del fenomeno neppure l’ombra. Quando seppi il nome del presunto “matematico”, compresi subito che si trattava di un tale che con la matematica non aveva nulla da spartire, trattandosi (udite,udite!)di un “ingegnere meccanico”!. Il mio amico falegname ci restò male. Mai e poi mai si sarebbe sognato di sottoporre quel problema ad un “ingegnere meccanico”, tantomeno di abbasarsi fino al punto di scommettere quella grossa somma con uno che, ammesso che fosse “meccanico”, non poteva certo essere “un ingegnere”! E, viceversa, ammesso che fosse “ingegnere”, non poteva essere di certo un “mecacnico”! Quando faceva queste considerazioni il mio amico falegname si sbellicava dalle risate. Ampiamente giustificate e giustificabili, pensavo tra me e me.”
    COMMENTO di U. Esposito :Questo episodio la dice lunga sulla tendenza di certi “ingegneri” ad invadere il campo dei “matematici” ( il che non toglie, per carità che qualche “ingegnere” possa essere un serio cultore di matematica). In generale, però, è come se i “matematici” e i “filosofi della scienza” si scambiassero i ruoli! Il fatto è che gli ingegneri (quelli “veri” e che non si atteggiano a geni matematici) hanno una “forma mentis” pratica, rivolta alla realtà “effettuale” direbbe il Machiavelli, in altri termini, come i preti, senza danaro,non cantano messa! Mirano al sodo. Al portafoglio! Non che siano dei ladri che da un momento all’altro ardissero a tal punto da portare via il mio o il vostro, ma sono fatti così. Ma se i “veri” ingegneri nell’addentrarsi nei campi minati della matematica rischiano indubbiamente la loro reputazione, figuriamoci che cosa può capitare a quelli che tra loro, specialmente agli “ingegneri meccanici” che passano per “fenomeni” e che , ritenendosi “ ardimentosi eroi di mille imprese” (direbbe il celebre Toto’) di “matematica ingegneristica”, osano avventurarasi pericolosamente, per sé e per gli altri, nei più profondi campi minati, nel Vietcong della matematica; vale a dire nei rischiosissimi campi della Teoria dei Numeri! Il risultato di cotanto ardire? Prima o poi (in genere più “prima” che “poi”) rischiano di saltare in aria da un istante all’altro. Magari sul più bello, quando sono pienamente convinti di comprendeere o di aver compreso teorie o teoremi che non hanno mai letto, di fare confronti insensati e folli, di atteggiarsi a profondi studiosi e direi quasi ad esegeti convinti della genesi degli arcani numerici; è proprio allora che essi inciampano in qualche teorema incompreso, se non addirittura in qualche teoria mal digerita o del tutto indigesta che li fa saltare in aria, riducendone irrimediabilmente a brandelli non solo i corpi, ma anche e soprattutto il ricordo. Di essi solo qualcuno che li ha conosciuti di persona a stento potrebbe ricordarsi e chiedersi molti anni dopo “ Ma chi era costui?” Agiungendo subito dopo l’amara considerazione di circostanza: “ Poverino,.. però ha fatto davvero una brutta fine!Non credo, in seguito a quanto detto, che esista qualche novello don Chisciotte, travestito da “ingegenre meccanico”, che diabolicamente, anche di questi tempi, ritenendosi un “fenomeno” da baraccone in matematica…ardisse a tal punto da spingersi raccogliere la “matematica disfida” (ancora valida) del mio amico falegname. Termine della sfida? Cinque anni a partire da oggi. O, nel caso si dovesse sentire mortificato da un falegname, potrebbe sempre raccogliere una delle più infernali sfide matematiche degli ultimi mesi. Mi riferisco alla risoluzione, da parte di qualche “ingegnere” non “mecacnico”, costituita dalla “infernale matematica disfida”( scadenza: cinque anni da quando è apparsa in rete), alias la risoluzione del Problema dei Buoi di Archimede nella versione ampliata di Gallo, quella con i due Addendum. Una sfida che fortunatamente per gli internauti, fino ad oggi nessun fenomeno matematico, neppure travestito da “ingegenere meccanico”, si è degnato di raccogliere!
    News a cura di Umberto Esposito per gentle concessione dell’Autore.

  22. 24 umberto esposito
    11 dicembre, 2010 alle 11:30 pm

    IL PROBLEMA DI CACCIOPPOLI

    Il seguente problema inedito, relativo a “permutazioni casuali “, fu risolto da Caccioppoli nell’ambito della Teoria dei Gruppi ( ma né la sua soluzione particolare, né il metodo generale trovato da Caccioppoli sono mai stati trovati). Nel 1976, appresa l’esistenza di tale problema tramite un suo amico, già allievo di Caccioppoli, esso fu completamente risolto nel giugno 1977 ( sia a livello particolare sia a livello generale) dal matematico italiano Onofrio Gallo (n, 1946 a Cervinara, Valle Caudina) che ne riporta integralmente il metodo risolutivo generale nel suo Codex Cervinarensis (Sezione Problemi impossibili). Ecco il testo del problema:
    “ Assegnati quattro insiemi finiti non vuoti A,B,C,D, ciascuno di ordine 4, formati, rispettivamente, dagli elementi (tutti distinti tra loro e nell’ordine) ai, bi, ci,di con i=1,2,3,4; e, considerato l’insieme casuale finito, E1 = (a1,c1, d1, b1, b2,c2, a2, c3, d2, a3, c4 , a4, d3, b3, b4, d4), di ordine 16, formato dagli elementi di A,B,C, D in che modo è possibile, senza eseguire calcoli di alcun tipo, ottenere la “soluzione fissa di Caccioppoli” S= (a,a,a,a, b,b,b,b,c,c,c,c, d,d,d,d)=(A,B,C,D) e, inoltre, trovata la S1, determinare poi un metodo generale tale che, a partire dal generico Ek (per ogni k variabile da 1 a n ( con n massimo numero delle permutazioni ottenibili da E1) conduca alla S“? Chi è in grado di risolverlo?
    Secondo ‘O Genio”, come veniva chiamato il Prof. Caccioppoli, la probabilità che fosse trovata una soluzione da parte di qualche matematico nei successivi cinquant’anni ( a partire 1930 circa, anno il cui il problema venne verosimilmente formulato) era inferiore ad un miliardesimo. Tale probabilità saliva ad una su un trilione nel caso si volesse determinarne il realtivo “metodo generale”.
    News a cura di Umberto Esposito per gentile concessione dell’Autore.


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