26
Set
07

Toscani sulla Anoressia

Toscani torna a far parlare di se con la sua campagna pubblicitaria per la linea di abbigliamento femminile Nolita. La campagna in perfetto stile Toscani, mette in mostra una modella colpita da questa malattia, mostrando ogni piaga che essa ha portato alla ragazza. La domanda è, è giusto utilizzare immagini forti per sensibilizzare le persone su determinate tematiche? E ancora di più, secondo voi Toscani lo fa per sensibilizzare l’opinione pubblica, o per far parlare di se? Tentativo di sensibilizzazione o sfruttamento della malattia?

Toscani

Toscani

In molti si sono schierati contro la campagna e il fotografo, l’Aba, specializzata in disturbi alimentari, il Codacons, Forum giovani e molti parlamentari di entrambi gli schieramenti, che vedono sia il pericolo di «sfruttamento della malattia a scopi pubblicitari», sia l’inutilità della campagna di Toscani per Nolita come strumento di lotta alla malattia. Ma Luisa Bertoncello, amministratore delegato della Flash&Partners, gruppo di cui fa parte Nolita, assicura: «Vogliamo usare i mezzi pubblicitari come strumento di sensibilizzazione ai mali sociali». Secondo voi?

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4 Responses to “Toscani sulla Anoressia”


  1. 1 bautz
    26 settembre, 2007 alle 8:44 am

    Secondo la mia opinione, questa campagna mette in luce quanto è scioccante l’anoressia, ma lo fa vedere solo a chi non è anoressico.
    Crea un senso di disturbo nell’osservatore. E contribuisce ad allontanare la gente dalle persone anoressiche.
    Queste fotografie le mostrano come aliene.
    “Ommioddio non voglio diventare così” pensa l’osservatore, ma chi è anoressico, o chi cadrà purtroppo in questa morsa, forse non lo pensa.
    E’ come la storia di far vedere i polmoni di un fumatore. Crea sgomento in chi fuma, ma chi fuma non smette. E chi avrebbe cominciato, comincerà comunque.
    Le soluzioni sono altre.
    Nota negativa è che è soltanto la pubblicità di una casa di moda.
    Sicuramente la Nolita si è messa in mostra, e probabilmente venderà anche di più grazie a questa pubblicità.
    Spero che questa campagna non porti la gente ad emarginare i malati.

  2. 2 steo83
    26 settembre, 2007 alle 10:08 am

    Si, credo anche io che questo tipo di campagne non sia di utile effetto in questo senso. E’ anche vero che si finisce per parlarne, esattamente come stiamo facendo qui, e questo è un bene perchè sensibilizza le persone. C’è il rovescio della medaglia, oltre a parlare della malattia, si fa girare il nome della società dietro la campagna pubblicitaria. Quello che mi chiedo è se dietro ci sia davvero un intento positivo, o solo uno a fini di lucro…

  3. 3 Bru
    10 maggio, 2011 alle 1:10 pm

    ho sempre riso della gente che combatte i mulini a vento, quella ha SCELTO di rovinarsi,dietro cospicuo compenso economico, certe modelle sono morte.
    l’irrazionalità dell’uomo la brama di legittimazione ed accrescimento senza limiti ne regole e l’incapacità di imparare dagli errori e prevenire ci portera sempre a queste discussioni:
    il fuoco brucia
    il presidente è cattivo
    io sono tanto buono e gli altri sono profondamente ingiusti nei miei confronti


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