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Set
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Top 100 migliori campagne pubblicitarie

Cominciamo conoscendo un pò quali sono le campagne che nell’arco dell’ultimo secolo hanno avuto maggior successo.
AdAge.com qualche tempo fa ha pubblicato un elenco di quelle che sono state le campagne con maggior successo di pubblico. Al primo posto svetta la Volks Wagen che nel 1959 grazie al genio di Bill Bernbach (co-fondatore della famosissima DDB, agenzia Newyorkese) si presentò agli americani con questi manifesti:

VW_Think small 2

Americani all’epoca abituati a pensare in grande…Cadillac lunghissime e piene di alettoni facevano bella mostra nelle concessionarie. Una vera e propria rivoluzione.
Alle posizioni successive troviamo “i soliti noti”. Nomi come Cocacola, Nike, Marlboro non stupiscono in questa classifica.

  1. Volkswagen, “Think Small”, Doyle Dane Bernbach, 1959
  2. Coca-Cola, “The pause that refreshes”, D’Arcy Co., 1929
  3. Marlboro, “The Marlboro Man”, Leo Burnett Co., 1955
  4. Nike, “Just do it”, Wieden & Kennedy, 1988
  5. McDonald’s, “You deserve a break today”, Needham, Harper & Steers, 1971
  6. DeBeers, “A diamond is forever”, N.W. Ayer & Son, 1948
  7. Absolut Vodka, The Absolut Bottle, TBWA, 1981
  8. Miller Lite beer, “Tastes great, less filling”, McCann-Erickson Worldwide, 1974
  9. Clairol, Does she…or doesn’t she?”, Foote, Cone & Belding, 1957
  10. Avis, “We try harder”, Doyle Dane Bernbach, 1963

E in italia? Quale campagna italiana è diventata indimenticabile? Credo nessuno possa scordare frasi come “guarda papà…un pollo!” O la bambina dall’impermeabile giallo che trovava un gattino sotto la pioggia…inutile fare i nomi!!!

 

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19 Responses to “Top 100 migliori campagne pubblicitarie”


  1. 25 novembre, 2007 alle 11:16 am

    sono troppo in ritardo per riscrivere a questo post? 🙂

    ahh.. Bernbach, davvero un genio, hai detto bene. Inizia in piccolo, con i magazzini di Ohrbach’s, che vendevano prodotti popolari a costi popolari in un quartiere popolare, ma avevano un numero insoddisfacente di clienti fino a che… Bernbach propose di trasformarli in grandi magazzini di moda, anche se sempre a prezzi popolari, convinto che anche la gente elegante sarebbe stata ben felice di acquistare prodotti di moda a basso costo. Lo fece cambiando profondamente il linguaggio della pubblicità.. opposto a qualsiasi ‘abitudine’ del settore.
    Una tra questi annunci pubblicitari durante il rientro scolastico, invece di mostrare bambini felici (sorrisi da campagna proprio..) con le loro nuove cartelle, zaini, astucci nuovi, ecc ecc… mostra, su un greande spazio bianco, un bambinetto rannicchiato in angolo sulla sinistra, con ancora addosso pantaloncini estivi e scarpe da tennis e a torso nudo. Ciò che più colpisce è il suo visino imbronciato, che avrebbe sicuramente attratto lattenzione delle mamme, simpaticamente. Il titolo dice:
    “Siamo spiacenti di informarti
    che la tua roba per la scuola
    è pronta da Ohrbach’s.

    E il testo prosegue: “Forse non riesci ad affrontare la realtà con allegria. Ma devi affrontarla. Avrai bisogno di pantaloni. Jeans. Una maglia da rugby. Un cappotto con applicazionid i pelle. Forse persino un golf italiano di mohair”. E così via… fino al pezzo finale che dice: “Troverai un assortimento enorme … a prezzi così bassi che in una volta sola potrai permetterti di prendere tutto quello che ti serve da adesso alla fine della scuola. Forse non riusciremo a farti sembrare felice. Ma con vestiti come questi, riusciremo dannatamente bene a farti apparire elegante.”

    E l’immagine della locandina è cmq ben costruita, gradevolissima, piacevole. Ovviamente l’annuncio si rivolge alle mamme in primis, non al bambino. La colpisce per la sua differenza rispetto ai soliti messaggi pubblicitari che sanno troppo banalmente di “comunicazioni argomentative convincenti”. Mentre un messaggio come questo è persuasivo, ed è questo che la pubblicità deve essere prima di tutto: persuasiva.
    Poi altri manifesti sempre per questi magazzini… e gli annunci più famosi, dalla Campagna Levy’s, allla campagna per la El Al, campagna per la Avis e… finalmente la campagna Volkswagen. Think Small. Pensate in piccolo. E’ di certo la campagna più famosa creata da Bernbach e forse la più famosa in assoluto. Ovvimente ancora una volta operò sulla strategia, sconvolgendo le attese. Quando tutti si aspettano una cosa, arrivare a piazzarsi in campo con l’esatto opposto è decisamente sconvolge, non trovi?
    In quei tempi la pubblicità per le auto costruiva icone di grandezza, magnificenza, modelli di auto supercromate e colorate, attorniate da famigliole in Mulino Bianco style quasi, famigliole e gente bella&felice; il tutto immerso in magnifici paesaggi.
    La DDB puntò tutto sull’opposto. La campagna di Bernbach si propone così: un piccolo beetle ma in bianco e nero. Sul fondo della pagina e quindi molto piccolo. Immerso in uno spazio bianco, vuoto, senza alcun essere umano, nessuna persona, nient’altro in assoluto.
    “Think Small”.
    Che peraltro si mette in netto contrasto come parodia al famoso slogan “Think Big” che era la filosofia dinamica statunitense.

    Io direi solo una cosa, una parola: geniale.

  2. 25 novembre, 2007 alle 1:40 pm

    Ciao!
    Grazie del commento e per aver approfondito l’argomento. Ho trovato molto interessante il tuo intervento, grazie mille e spero di rileggerti presto tra queste pagine 😀

  3. 25 novembre, 2007 alle 3:46 pm

    ti ringrazio, continuerò a leggerti di tanto in tanto ^_^
    un saluto..

  4. 4 morgana
    17 maggio, 2008 alle 4:54 pm

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